lunedì 28 settembre 2009

2009 gita su Nave Italia


Diario di bordo

-Allora appuntamento alle 10?
-Ok, alle 10 ci vediamo all’ingresso dell’Arsenale della Spezia, Porta Ospedale.
E puntualmente alle 10 è iniziata l’esperienza da marinai dei “ Ragazzi della Egle”  che con il loro pulmino azzurro ormai vecchiotto ma sempre affidabile, dono del RC Chiavari e della PHT Tigullio di qualche anno fa, erano partiti da Chiavari di buon ora ed erano arrivati alla Spezia con precisione cronometrica.
  Superata qualche lieve difficoltà all’ingresso, il Pulmino dell’ANFFAS e le auto dei Mariners della IYFR del RC Chiavari Tigullio che fungono da accompagnatori, seguono il Nostromo che ci fa strada fino alla banchina sommergibili dove, ormeggiata vicino ad un vecchio sommergibile Classe Sauro ormai in disarmo, ci aspetta Nave Italia, pronta a muovere.
 Con una certa apprensione qualcuno sale per la prima volta su un vero barcarizzo ma l’aiuto dell’Equipaggio di questo bellissimo Brigantino che ci sta aspettando e che ci aiuta a portare a bordo i nostri bagagli, arriva pronto e provvidenziale. In breve tempo siamo tutti a bordo e pronti a partire, le auto e il pulmino parcheggiati in banchina… meglio di così non poteva andare!
 Il tempo è bellissimo: sereno, mare calmo e spira una leggerissima brezza di mare. Siamo stati fortunati perché queste sono le condizioni ideali per uscire in mare con i nostri amici dell’ANFFAS, la maggior parte dei quali non è mai salito su una nave, figuriamoci su una nave a vela!
 Mollati gli ormeggi, ci giriamo con l’aiuto di un piccolo rimorchiatore che ci lascia appena la prua della nave è in franchia di un sommergibile e orientata verso l’uscita. Passiamo vicino alla Banchina Scali dove vediamo all’ormeggio una Fregata Classe Maestrale, l’Amerigo Vespucci ed il Palinuro, sullo sfondo i vecchi Cacciatorpediniere Ardito ed Audace, anche loro ormai in disarmo. A dritta il nuovo Caccia Caio Duilio che insieme all’Andrea Doria sono ancora in fase di allestimento; quaranta anni separano le due classi di navi che sembrano però appartenere a due ere geologiche differenti.
  Sfilano davanti ai nostri occhi Cadimare, il Varignano, Portovenere , l’isola della Palmaria, il Tino, a sinistra si vede Lerici e in lontananza Punta Bianca.
  Veniamo chiamati in quadrato per un simpatico quanto sostanzioso aperitivo a base di focaccia di Chiavari procurata dal Presidente Armando Rosi, del favoloso Prosecco di Valdobbiadene che Corrado Cavalca prende da tempo immemorabile e pecorino marchigiano da me appositamente preso a Visso durante una recente puntata tra i monti Sibillini, terra d’origine di mio Padre.
  I ragazzi, le ragazze e tutto l’Equipaggio gradiscono moltissimo il pensiero tanto che dopo neanche dieci minuti sul lungo tavolo non rimangono neppure  le briciole o un cantuccio di pecorino: tutto accuratamente e gioiosamente spazzolato via.
  Siamo ormai all’altezza di Bocca di Magra, la brezza acquista consistenza, vale la fatica di alzare e bordare qualche vela per poter proseguire a vela e spegnere il motore.
  Posto di manovra generale alla vela, si alzano i fiocchi e la vela di strallo, la velocità è quasi di 2 nodi. Anche se non facciamo una velocità folle, è sempre un piacere poter andare per mare nel silenzio più assoluto, spinti solo dal vento. E’ stato comunque un buon esercizio fisico ed ora ci si riposa ammirando il paesaggio che cambia molto lentamente davanti ai nostri occhi.
   Le Alpi Apuane e i ravaneti che sembrano neve nei canaloni che si intravedono in mezzo alla lontana foschia sono sempre uno spettacolo per i naviganti che incrociano in queste acque; si è fatta l’ora di pranzo e all’interfonico si sente “Mensa generale pronta”.
   Non ce lo facciamo dire due volte e ci raduniamo in quadrato dove è stato tutto apparecchiato per bene dai Ragazzi e dall’Equipaggio: i Ragazzi hanno capito che a bordo di Nave Italia non ci sono “passeggeri” ma solo “equipaggio” e si stanno adeguando rapidamente. I Cuochi di bordo hanno preparato un’ottima pasta asciutta e tranci di pesce spada per secondo.
  Ci sediamo come capita: Ragazzi, noi con il nostro Presidente (per combinazione siamo tutti e sei membri della Flotta Italia NW della IYFR), la Direttrice e gli accompagnatori dell’ANFFAS, il Comandante, l’Equipaggio; alla tavola calda non ci sono precedenze: tutti facciamo parte dell’Equipaggio.
  Simpaticamente qualche Ragazzo si offre di poter sparecchiare, lavare quelle poche cose che ci sono da lavare (si usano piatti e posate di plastica monouso) e di rassettare i tavoli.
  Prima della siesta ci vengono assegnate le cabine, tutte doppie, seguendo le indicazioni che Egle e Corrado avevano fornito. Quando tutti ci siamo sistemati possiamo riposarci per un’oretta: qualcuno opta per un rapido pisolino, gli altri a godersi il mare, il sole ed il panorama della Versilia che si avvicina lentamente. Navighiamo vicinissimi alla costa e si vedono anche ad occhio nudo i bagnanti che ancora affollano la spiaggia. I motoscafi ci fanno carosello intorno, al largo un branco di delfini procede indisturbato verso il Tino e noi ci godiamo un attimo di riposo.
  Il vento abbonaccia quasi del tutto: bisogna rimettere in moto. Ammainiamo stralli e fiocchi e proseguiamo a lento moto verso Viareggio.
  Al largo un elicottero fa foto pubblicitarie ad un grosso yacht; siamo davanti alla foce del Cinquale, una zona che frequento dal lontano ’64 e a me particolarmente cara. Andiamo alla fonda vicino al pontile del Forte dei Marmi.
  Chi vuole può tuffarsi, le condizioni sono ideali, perché non approfittare? Una nutrita schiera di appassionati scende in mare dalla scaletta laterale, almeno 10 persone sono in acqua; c’è chi si tuffa dalla coperta e chi si tuffa dalla falchetta sempre sotto l’occhio vigile dell’ Ufficiale di guardia pronto a gettare un salvagente.
  Fabio si tuffa e tocca facilmente il fondo, senza pinne; strano… non è che siamo troppo vicini alla costa? C’è un piccolo problema con la taratura dello scandaglio; in effetti abbiamo poco più di un metro d’acqua sotto la chiglia. E’ meglio salpare l’ancora e dare fondo un po’ più al largo per dormire tranquilli stanotte.
  Dato fondo comincia una sessione di ginnastica alla quale partecipano tutti quelli che sono liberi dalla guardia; un incredibile Nostromo è la guida per questa sessione di aerobica. I ragazzi si divertono e ballano.
 Il tramonto è particolarmente bello: quando il sole scompare dietro l’orizzonte lo saluta un inusuale raggio di luce verticale dovuto alla particolare rifrazione del momento; è un fenomeno abbastanza raro a queste latitudini.
 Ed è pronta la cena: cappelletti al sugo di noci, ancora pesce o mozzarella. Cena ottima come il pranzo; dopo cena ci vediamo tutte le foto fatte durante la giornata grazie al lavoro di collage che Corrado e Armando hanno appena portato a termine abbastanza rocambolescamente.
  I ragazzi si divertono moltissimo; è un continuo battito di mani. Gli applausi più calorosi vanno ad Egle ed al suo impareggiabile Team, ma anche quando appaiono le foto nostre e quelle dei membri dell’Equipaggio, l’entusiasmo ed il calore non sono da meno.
  La giornata è finita, ancora un po’ confusi e storditi dalle tante emozioni del giorno, i Ragazzi vanno ordinatamente a dormire. Chi rimane ancora un po’ in coperta può ammirare le luci continue che vanno da Bocca di Magra a Viareggio. Tutta la Versilia illuminata sotto una bellissima luna. Il mare sembra una distesa d’olio: bellissima notte per stare alla fonda.
  Mi sveglio come sempre prima delle sette, il sole non è ancora sorto ma i primi raggi cominciano a farsi vedere verso Pisa; le montagne sono bellissime in questa luce radente e le luci della costa si spengono una dopo l’altra.
  Leggerissima brezza da terra che per l’ora di colazione cala del tutto. Con Il Comandante decide di non mettere in vela e di proseguire a lento moto a motore dopo aver terminato il “posto di rassetto e pulizia” al quale partecipiamo tutti.
  Appena in navigazione inizia al centro un’attività solo in apparenza semplice: scuola di nodi a cura del Nostromo. Vi partecipiamo tutti ed ognuno di noi si prende cura di un paio di Ragazzi; qualcuno ha grosse difficoltà ad andare più in là di un nodo semplice ma molti eseguono alla perfezione gasse e nodi ben più complicati.
Siamo arrivati nuovamente a Punta Bianca; l’acqua è bellissima e il Comandante decide di dar fondo in una bellissima baia dalle parti di Punta Corvo in modo che chi vuole possa tuffarsi in acqua e farsi un bel bagno.
  Memore delle ostriche che vent’anni fa venivo a prendere da queste parti, convinco il Comandante ed il Direttore di Macchina a mettere a mare il gommone. Purtroppo non abbiamo l’attrezzatura subacquea necessaria ed in apnea è pressoché impossibile arrivare e “lavorare” a 4-5 metri di profondità: pazienza, almeno Armando ha fatto qualche bella foto al rientro.
  Intanto però è continuata la mattinata balneare per i Ragazzi e gli altri accompagnatori che sono usciti dall’acqua giusto in tempo per una rapida doccia in coperta e poi “ Mensa generale Pronta” . Si mangia proprio bene su questa Nave; quello che è più simpatico è lo spirito di cameratismo che si crea tra i Marinai veri e noi che lo siamo solo momentaneamente, (purtroppo). Quello dei Ragazzi di Egle è un gruppo affiatato ed omogeneo, si vede che stanno bene insieme, si vede e sono evidenti le cure, le attenzioni, l’amore con le quali essi sono circondati; sembra proprio che facciano parte di un’unica grande e bella famiglia. E’ una vera soddisfazione interiore ed un piacere il sapere di aver loro regalato queste due giornate non convenzionali e che credo ricorderanno.
  Dopo mangiato e prima di rientrare il Comandante decide di farci fare un giro “di lusso” lungo la costa orientale del Golfo dei Poeti. Passiamo così a poco più di un centinaio di metri da Tellaro, Fiascherino, Lerici e San Terenzo; entrati dal varco di levante della diga foranea costeggiamo il Muggiano dove vediamo ormeggiata la Portaerei Cavour, i cantieri che ospitano Yacht famosissimi come il Maltese Falcon quindi entriamo in porto e dirigiamo per l’ormeggio.
   Il comandante Tedeschini ha però in serbo un’ultima graditissima sorpresa: consegna a ciascuno di noi un diploma di “ MARINAIO DI NAVE ITALIA” con tanto di timbri e firma sua e di Carlo Croce per la Fondazione Tender to Nave Italia. Quelli che purtroppo non riesco a riportare sulla carta sono gli applausi scroscianti che hanno contrassegnato la consegna di ogni singolo diploma.
  Un’ultima foto di gruppo ed è l’ora di lasciare la Nave. Ci abbracciamo tutti da vecchi amici felici e profondamente soddisfatti per queste due intense giornate trascorse insieme.
  Grazie Nave Italia, grazie ANFFAS, grazie Rotary Club Chiavari-Tigullio, grazie PHT Tigullio. Abbiamo fatto proprio bene!

                                                                                      Sergio Santi




















































                                                
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